Addio Mario Marenco, tennista "Salumiere"

La prima volta che vidi Mario Marenco fu grazie agli sketch in onda negli anni ’70 nella memorabile “L’altra Domenica “, dall’ora non ho mai smesso di seguirlo. Film come “Il Pap’occhio” fanno parte dei miei preferiti: indimenticabili ed esilaranti le gag comiche. Nel tardo autunno del 1987 nel personaggio di “Riccardino” in “Indietro tutta” inchiodò milioni di spettatori davanti al televisori. Non dimenticherò mai le risate fatte leggendo per la prima volta negli anni ’80 il suo libro “Lo Scarafo nella Brodazza. Forse è stato un segno del destino? Sta di fatto che conobbi personalmente anni dopo Mario Marenco, l’appassionato tennista e forse anche collezionista di racchette da tennis (si narra che le sue le abbia conservate tutte). Successe che, grazie al gruppo dei miei amici tennisti e non, sapendo quando apprezzavo il comico, lo invitarono a una delle tante cene sociali presso il circolo di tennis romano, dove ero socio, proprio per farmelo conoscere. Fu quella l’occasione per farmi autografare anche il libro, che intanto non possedevo più perché negli anni andò perduto, ma Marenco che mi fece riavere fotocopiato e autografato. Da quel giorno, grazie agli amici Nando Murolo (il notaio di “Indietro tutta”) e Gino Santercole, ci furono molti altri incontri, al tennis come alle cene tra amici comuni.

Era un vero appassionato di tennis, grade tifoso di quello femminile. Lui stesso ha raccontò che un giorno fece migliaia di chilometri per vedere una tennista di cui si era innamorato follemente, ma lei non lo sapeva. Ovunque vi erano kermesse inerenti al tennis dove figuravano VIP, se era libero da impegni di lavoro, non perdeva occasione di esserci, magari chiedendo in prestito una racchetta, che spesso poi gli veniva regalata. Queste partecipazioni furono tanti: “Giallo VIP”, “VIP TENNIS” a Cervia, “Vip Tennis Vintage” a Roma, come anche sono state diverse le partecipazioni allo “Scolapasta d’oro”, torneo di tennis che si svolgeva a casa di Ugo Tognazzi a Torvaianica. Marenco viveva il tennis e frequentava campioni come l’ex Davisman Gianni Ocleppo e il Maestro Roger Failla. Questi, furono per Mario più che amici, più che fratelli, testimoni di memorabili scorribande e goliardate varie.

Da un racconto del Maestro di Tennis Roger Failla:

“… dopo una partita a Golf, ero sotto la doccia vicino a Carlo De BENEDETTI, l’Amministratore della FIAT. Si scherzava con Mario che era presente con noi e mi scappò di fare una pernacchia, Mario da questo episodio, ne trasse una poesia di pura fantasia e me la dedicò”. La chiamò “Golf” e fu inserita nel libro “LO SCARAFO NELLA BRODAZZA…”

Sulla tomba del marinaio
Non fioriscono le rose
Sulla tomba del marinaio
Non spunta
Nemmeno un fiorellino
L’unico ornamento
Sono i bianchi gabbiani
Ed una lacrima
Che una piccola fanciulla
Ha pianto

(Poesia Tedesca)

Da appassionato di tennis girava per i tornei di mezzo Mondo, da New York a Sidney, da Wimbledon all’Arabia Saudita, dove il Marenco Architetto ha lasciato ai posteri una scultura di Maometto. Dai suoi racconti si scopre che progettò anche una racchetta ergonomica, portata in visione a campioni come Panatta e Pietrangeli, fino a farla visionare da esperti a Wimbledon. Tutto Vero! Se ne parlò anche in una trasmissione televisiva della RAI di qualche anno fa dedicata al Marenco Designer.

Aprendo la prima pagina di uno dei suoi libri mi appare una poesia, mi sembra quasi come fosse un epitaffio proveniente dalla sua lapide.

Salvatore Sodano e Mario Marenco in una edizione del Vip Tennis Vintage L’amicizia tra il Maestro Failla e Mario nacque al Circolo tennis di Barletta, dove gli insegnò a giocare a tennis. Qualche anno dopo si ritrovarono a Torino, dove Marenco andò a lavorare per la FIAT come Designer. Qui il Maestro gli insegno anche a giocare a Golf. Da giovane era un uomo molto attraente e sportivo, si diceva che assomigliasse a Robert Redford. Tra le sue fidanzate anche Laura Antonaz, in arte Laura Antonelli.

Insomma, per chi proprio non se lo immagina, Marenco fu anche un tennista, di quelli ostici, cosiddetti “Salumieri” o “Affettatori”. Un giorno Marenco tornato dalle vacanze fatte in Asia minore mi mostrò con orgoglio la sua nuova racchetta, una Wilson che mi disse aver pagato quasi quanto l’avrebbe pagata in Italia, ma che però la sua era migliore di quelle vendute in Europa. Io non ci vidi alcuna differenza, ma non glielo dissi (ndr).

Addio Mario, Verzo, Aristogitone, Mr. Ramengo, Riccardino …. Amico della mia adolescenza e di tutta una vita.

Il tuo ricordo per sempre in me. RIP