Anche gli indiani giocavano con le racchette

Carissimi amici di TennisTicinese, eccoci ritrovati con una nuova storia, che sebbene si parli di racchette, questa trae origini in tempi remoti e da luoghi altrettanto remoti. Immaginatevi che mentre nel vecchio mondo nasceva il tennis moderno, nel nuovo mondo si combattevano guerre contro gli Indiani, che forse di racchette ne sapevano quanto noi europei.

Il Lacrosse (nome di origine francese così chiamato da alcuni colonizzatori per una certa rassomiglianza del bastone, col quale si gioca, al “Pastorale” dei Vescovi) è lo sport estivo nazionale canadese, che si pratica negli USA, in Gran Bretagna, in Australia e in Francia, solo recentemente anche in Italia e in altri pochi Paesi del Mondo. Da sempre è il secondo sport nazionale in Canada ed è stato definito il gioco più veloce a due gambe; richiede uno scatto da centometrista e lo slancio del fiorettista.

Il vero nome non sarebbe lacrosse ma Baggataway (baug-ah-ud-o-way), così chiamato dagli indiani, i creatori di questo sport, che lo amavano sopra ogni cosa, a volte il gioco durava settimane, riposando solo la notte.

Ma veniamo alle origini: Di questo sport se ne trovano testimonianze scritte sin dal XV secolo, tuttavia, voglio raccontarvi una storia rintracciata su un vecchio libro di sport, riportata anche su alcuni siti di storia dei nativi americani con alcune varianti.

Nel lontano 1763 ci fu un leggendario assalto al forte Mackinac o Michillimackinac, era una tranquilla giornata di giugno e nessuno si sarebbe mai immaginato che da li a breve sarebbe accaduto il più atroce massacro della storia del Canada. Quanto si riporta, fu raccontato da Pontiac, figlio del gran capo degli Ottawa e di una donna Ojibway (l’anima della confederazione delle tribù Ottawa). Il 3 giugno i Sac o Sauk, la Tribù che presto sarebbe stata capeggiata dal grande Aquila Nera, era venuta a trovare gli amici Chippewas e insieme decisero per l’indomani una partita di baggataway per festeggiare il genetliaco di Giorgio III d’Inghilterra, che regnava sui sudditi americani. Il Capitano del forte Etherington, avuto l’invito ad assistere alla partita, declinò sfiduciato, allora i pellerossa che erano d’accordo decisero di giocare a ridosso delle mura del forte. E così fecero. Il gioco si fece accanito, interessante; sempre più numerosi i soldati uscirono dal forte e si sedettero ai bordi del campo, lasciando incustodita la grande porta. Anche le donne indiane erano sedute intorno al campo e nonostante la giornata afosa avevano ben coperto il corpo con lunghi vestiti. “Usanze indiane” dovette pensare qualche soldato, ma quando ad un preciso segnale dato da un fischio i giocatori abbandonarono le racchette per correre verso le donne indiane che gli porgevano i loro Tomahawks, fu troppo tardi per capire quali erano le intenzioni altrui. La furia dei pellerossa si rovesciò addosso ai soldati. Finì con un massacro. Alcuni Ufficiali riuscirono a sfuggire al massacro, due furono catturati vivi, un altro riuscendo a raccontare quanto aveva visto.

Sebbene il gioco, erroneamente, si è detto di origini francesi, non vi è in Francia nessuna traccia passata di uno strumento o di un attrezzo di gioco sul tipo di quello del lacrosse, una specie di mazza arcuata su cui è tesa una rete. È piuttosto da pensare che i francesi e bianchi in genere , abbiano a poco a poco messo ordine là dove era soltanto una gara sfrenata e dato regole e fisionomia ad un gioco indigeno. Un po’ come capitato nel tennis con il Maggiore Wingfield nel 1874.

I primi incontri avvennero tra indiani all’inizio del XIX Secolo nei pressi di Montreal, tra irochesi e Algonquini e per lungo tempo gli scontri tra bianchi e indiani rimasero tradizionali.Inizialmente il gioco non aveva limiti precisi e non contemplava un numero fisso di giocatori, a volte le squadre venivano composte da centinaia di giocatori, mentre le donne ai bordi del perimetro di gioco incitavano gli uomini fino al parossismo. Spesso il gioco degenerava in violenza, data l’estrema rapidità che la palla lanciata dalla crosse (racchetta) permette alle azioni la rudezza degli scontri e la forza dei colpi.

Nel 1956, con il Montreal Lacrosse Club, sorgeva la prima società dedicata interamente al gioco. Nel 1860, con l’assistenza dei membri di detto club, un dentista di Montreal, George Beers, destinato a diventare il padre della Lacrosse, redigeva un codice di regole fissando il numero dei giocatori da dieci, fino a quel momento, a dodici per squadra e la racchetta più ampia e maneggevole. La vecchia palla degli indiani imbottita di crine fu sostituita da quella di gomma dura.

Oggi, i discendenti delle Tribù dei Nativi d’America sono molto legati alla Lacrosse che rappresenta per loro un’importante tradizione oltre che uno sport.

Vedi filmato: http://www.cbc.ca/archives/entry/lacrosse-keeping-the-games-history-alive

vedi anche:

http://www.europeanlacrosse.org/

http://www.filacrosse.com/

Nelle prime Olimpiadi del 1904 e 1908 lo sport canadese fece rapida apparizione, ma, mentre un certo numero di proseliti si ebbero in Inghilterra, in Australia e soprattutto nei colleges americani, altrove il gioco non appassionò e ai Giochi Olimpici non apparve più fino alle Olimpiadi di Londra del 1948 dove vi partecipò come sport dimostrativo.

Vari tipi di racchette usate nella lunga storia della Lacrosse.