Gaspare Bonzi

Gaspare Bonzi nacque a Genova il 21 Luglio del 1918, di origini piemontesi, trascorse la sua vita, sin dai primi anni dell’infanzia a Roma, dove i genitori si erano trasferiti per lavoro. Alla giovane età di venti anni venne iscritto nei Guf di Roma per le sue eccellenti qualità tecniche come giocatore di tennis, proseguendo poi la carriera al Circolo Tennis Roma dove egli fu anche il primo Socio del circolo e Presidente (soprattutto per acclamazione) nel biennio 1977/78.

conte Leonardo Bonzi

A parte la passione per il tennis, nulla aveva in comune con il più noto omonimo Leonardo Bonzi, campione italiano di tennis, e non solo di questo sport ( www.leonardobonzi.it ), ma soprattutto viaggiatore con a seguito sempre la sua racchetta, documentarista ed eroico militare della seconda guerra mondiale. Di stirpe nobile, il Conte Leonardo Bonzi si affacciò al cinema sposando la bellissima attrice Clara Calamai, la prima donna del cinema italiano a mostrare il suo seno nudo in una pellicola (La cena delle beffe, 1934).

Tornando al Bonzi romano, non da meno, Gaspare fu personaggio di spicco nell’ambito della Federazione Italiana Tennis; Presidente del Comitato Regionale Lazio e Giudice Arbitro Internazionale ai tempi di Gennaro Farina, icona tra i G.A. in Italia. Chissà sei due ebbero modo d’incontrarsi sui campi da tennis.

Gaspare, come giocatore non ebbe molta fortuna anche perché fu rapito dalla passione e dall’interesse per questo “Sport” legato soprattutto alle storie sportive del tennis, per cui egli anteponeva ai suoi impegni.

Bonzi è stato anche un buon avvocato, professione che egli esercitava soprattutto per necessità economica ma ne avrebbe fatto sicuramente a meno, già perché tutte le sue prestigiose cariche non gli portarono soldi, ma a lui non interessavano più di tanto, egli viveva la vita con semplicità. Chi lo ricorda, come nel caso del dott. Francesconi, già Presidente del Tennis Roma, ci racconta del suo unico amore, il suo pensiero fisso, il gatto! Il suo amato gatto, che amava coccolare quando si ritirava tra le mura di casa sua in via San Giovanni in Laterano.

Icona e socio quasi fondatore del circolo Tennis Roma, gli amici di squadra, Mogos, Giauna, Rampichini e Baruti, quella delle tante vittorie, l’hanno sempre ricordato per i punti preziosi che realizzava in campo. Con Sergio Baruti, noto agente di attrezzature per il tennis, intraprendeva vere battaglie tennistiche, si potrebbe definire che egli è stato per il Bonzi l’avversario storico per antonomasia.

Gaspare Bonzi era anche l'amico che raccontava tante belle storie, spesso avente per argomento le sue passioni sentimentali per le donne, ma anche episodi di fatti realmente accaduti durante gli incontri da egli diretti a volte in compagnia anche del più noto collega Gennaro Farina.

L’Avvocato Bonzi amava la gioventù, soprattutto voleva essere circondato da giovani perché a loro cercava di trasmettere i valori dello sport e dell’amicizia, di fatto tra questi fu molto amato, anche perché si poneva a loro con modi scherzosi facendo a gara a chi raccontava più barzellette, viceversa accadeva nei riguardi dei soci adulti, da loro pretendeva inizialmente rispetto, si poneva talvolta con modi scostanti ma non troppo, solo per far intendere a loro e ai presenti che davanti avevano comunque un uomo d’altri tempi abituato ad un altro tipo di contegno, autorevole e fiero di essere appartenuto al periodo monarchico dove con il rigore e la disciplina si formavano gli studenti e gli atleti.

Molti lo ricordano, dandone una immagine di lui come una persona sempre pronta alla battuta (aveva in serbo una barzelletta per ogni occasione). Un amico del Bonzi di vecchia data, Gerardo Bonardi, M° di tennis, ha detto di lui: “E’ stato molto attivo nel tennis, gli rimproveravo solo di fumare troppo”, terminando il commento commosso per via della morte che coinvolse l’amico, malinconico dramma per gli amici che restano, il Bonzi, avendo trascorso tutta la sua vita solo senza nessuna compagna, fu trovato infartuato in casa. Portato d’urgenza all’ospedale San Giovanni, morì dopo pochi giorni a causa di una crisi respiratoria dovuta alla paresi causata dall’infarto. Ripensando al personaggio gioviale qual’era, e sconcertante sapere oggi di un fatto così triste accaduto ad una persona tanto amata e piena di amici.

Racchetta 'Astra' ritrovata in un mercatino con documento F.I.T di Bonzi Gaspare

L’Avvocato, come voleva che fosse chiamato, preferiva spostarsi a piedi, anche perché non aveva la patente, a volte nelle sue passeggiate lo accompagnava l’amico Francesconi, entrambi, spesso, cenavano assieme in una trattoria nei pressi dell’abitazione del Bonzi, lì l’Avvocato, inizializzò il suo amico al consumo di prelibate polpette che, sotto sua dettatura per quel che riguardavano gli ingredienti da adoperare, venivano confezionate con abile maestria dall’Oste sotto casa . Insomma il povero presidente si prestò anche a fargli da cavia ma in verità al dott. Francesconi a tutt’oggi gli è rimasto il sapore sotto il palato di quelle polpette mai più degustate. Uno dei giovani ragazzotti del Tennis Roma, oggi stimato direttore dell’Acquasanta, uno dei più bei circoli di Roma, ci racconta di un episodio accaduto al rientro di un importante incontro dove il Signor Bonzi era presente in qualità di capitano:

“ Tornavamo da Vigevano dove avevamo disputato e perso la finale del campionato italiano SERIE B (Coppa Croce) contro il T.C. Milano. Vista la nostra squadra composta oltre che dal sottoscritto, da Bonardi, Castelnuovo, Bonn, Fanfani, Pellegrini e visto che quel traguardo l’avevamo conquistato comunque con grandi prestazioni, le nostre ambizioni di vittoria erano forti ed anche quelle del nostro capitano. Così, durante il volo di rientro a Roma, Gaspare se ne stava defilato non lontano dal gruppo, fino a quel momento non s’era mai visto così scuro in volto. Provai a sdrammatizzare su l’amara sconfitta cercando di avvalorare il fatto di aver visto in campo complessivamente una squadra che non si era risparmiata. In men che non si dica fui destinatario di innumerevoli esclamazioni ed esternazioni di disappunto mai udite prima! Chi lo conosceva sapeva quanto gli fosse stata cara quella vittoria mancata - M. Cucchiaroni - ”

(a proposito, mi chiedo come è che fu che non s’incontrarono i due Bonzi nemmeno in quest’occasione).