Una generazione sulla luna

Tredici righe, bianche e rosse, oltre a 50 stelle su sfondo blu. La bandiera più famosa del mondo sventola dalla Luna, grazie alla passeggiata del 1969 di Neil Armstrong della spedizione Apollo 11, fino ai campi sportivi della Terra.

Il simbolo dell’America è una costante delle manifestazioni, soprattutto ai primissimi livelli. E’ stato così da sempre anche nel tennis. Per 32 volte la squadra di Washington si è laureata campione di Coppa Davis.

Nella classifica di tutti i tempi dei giocatori al numero uno ATP gli americani occupano 6 posizioni su 15, quasi il 50%. Una presenza costante e una varietà di giocatori per tutte le epoche: dalla potenza di Connors all’estrosità di McEnroe a cavallo degli anni ‘70 e ‘80; l’eleganza di Sampras come il talento di Agassi negli anni ‘90. L’ultimo ad essere il migliore tra tutti fu Andy Roddick, per tredici settimane in cima alla lista nel febbraio del 2004. Poi più nulla. Non solo ad alti livelli. Nel 1980 c’erano sette giocatori Usa tra i primi dieci del ranking.

Ora ce se sono sì sette ma tra i primi 100. Spulciando bene tra i numeri la situazione è anche peggiore. In lista leggiamo ancora Roddick che si è però ritirato. Fish ha 31 anni, Russel 34. Brian Baker ha subito il sesto intervento in sette anni. Le speranze poggiano solo su John Isner e Sam Querrey ma, salvo grandi sorprese, difficilmente potranno raggiungere il trionfo in uno Slam. Per il gigante di Georgetown i margini di miglioramento, anche legati alle sue caratteristiche fisiche, sono molto ridotti. Querrey ha perso cinque partite su sei disputate sulla lunga distanza. Nei grandi appuntamenti non si va molto lontano senza varietà tecnica e tenuta atletica.

Quel che è peggio, è che dietro di loro non c’è ricambio. Il miglior “giovane” a stelle e strisce, classe 1994, è numero 391 al mondo. Una o due generazioni perdute. Senza una spinta dalla potente federazione o da nuovi talenti “allenati” fin da subito da ottimi allenatori la famosa bandiera di Armstrong sventolerà solo sulla Luna.

Di: www.wearetennis.com